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Comunicati stampa

Fino „all’ultima goccia“ di motivazione

Fitness mentale come base per il successo nello sport: il Reiss Profile nello sport professionistico


Berlino. Febbraio 2008. Poche attività richiedono all’uomo prestazioni estreme come lo sport professionistico. In gara vale l’adagio: il solo talento non basta per vincere. La forza mentale, emotiva e fisica dell’atleta è fondamentale per raggiungere la massima performance sotto pressione. Uno dei principali compiti dell’allenatore o del coach è pertanto quello di aiutare l’atleta a capire la propria personalità.Sia che si tratti di pallamano, di calcio o di biathlon, spesso è „quell’ultima goccia“ che fa la differenza tra vittoria e sconfitta nello sport. Il calcio di rigore durante l’ultimo minuto, il colpo che per un pelo ha mancato l’obiettivo: uno sportivo deve sapere come motivarsi nei momenti critici e deve potere attingere ai suoi record nel momento decisivo. Ma ci riesce soltanto chi conosce i propri incentivi. Questa consapevolezza può addirittura compensare carenze a livello di motivazione. L’atleta deve imparare innanzitutto ad indirizzarsi dall’interno.

Ma anche l’allenatore può trarre profitto dall’impiego del Reiss Profile, ad es.
prendendo coscienza del fatto che la propria struttura motivazionale può non coincidere, del tutto o in parte, con quella dei suoi atleti. Obiettivio prioritario è di verificare se nel loro rapporto di collaborazione esistono dei „punti ciechi“. Un allenatore con un forte desiderio di „Potere“, ad es., cercherà di motivare lo sportivo facendo leva su tale desiderio. Ma per un atleta con un basso desiderio di „potere“, un allenamento simile significa soltanto pressione e stress eccessivi. Risultato: non si sfrutta la possibilità di motivare lo sportivo sollecitando anche le sue personali motivazioni alla performance.

E proprio nello sport le conoscenze scientifiche a fondamento del Reiss Profile possono essere immediatamente trasferite nella pratica. Il test consente di rappresentare in forma semplice e facilmente comprensibile la struttura della personalità e degli incentivi di ogni singolo sportivo. L’allenatore può così apportare all’allenamento quelle modifiche che consentano anche allo sportivo di esprimersi liberamente secondo le proprie caratteristiche individuali.

I biatleti deteschi verso la vittoria

Un ottimo esempio è dato dalla collaborazione avviata a metà 2007 con i biatleti e le biatlete tedeschi. Uno degli obiettivi che ci si è prefissi è stato, sia per la squadra femminile che per quella maschile, quello di mantenere l’attuale livello di performance, già elevato, e di innalzarlo ulteriormente in occasione di eventi specifici – come ad es. durante la preparazione ai Campionati Mondiali di Biathlon che si sono tenuti ad Oestersund, in Svezia, a febbraio 2008 – grazie ad un lavoro mirato condotto con gli allenatori e gli atleti.

Gli atleti trovano poi particolarmente stimolante „vedere il profilo della propria personalità su un foglio di carta e riuscire ancora a scoprire qualcosa di nuovo“, afferma Peter Boltersdorf, che ha contribuito in maniera determinante all’impiego del Reiss Profile nell’ambito dello sport professionistico in Germania. Tale metodo consente d’individuare peculiarità e differenze fra i singoli atleti nonchè di lavorare e di comunicare meglio con loro ed in forma più individuale. Tutto ciò ha rappresentato un grande aiuto per gli allenatori Uwe Müßiggang e Frank Ulrich: „Quanto più si capiscono gli atleti e si riesce ad ascoltarli, tanto maggiore è la probabilità d’incrementarne la performance“, ribadisce Boltersdorf, che vanta una brillante carriera come allenatore nello sport professionale e che dal 1990 svolge come libero professionista la propria attività di consulente aziendale, istruttore di seminari e di coach, nei campi della direzione, della motivazione e della comunicazione. E’ uno dei soci fondatori della Reiss Profile Germany GmbH.

Il „Progetto Oro“ dei giocatori tedeschi di pallamano

Il Metodo Reiss Profile è stato impiegato con risultati eccellenti anche negli sport di squadra. Oltre all’esperienza con alcune squadre della Bundesliga (serie A tedesca, ndt), particolarmente significativo è il „Progetto Oro“ della Nazionale tedesca di Pallamano che mostra come con il Reiss Profile possono essere trattati anche aspetti quali l’unità della squadra, la riduzione dei conflitti ed i processi dinamici del gruppo.

Già durante l’anno di preparazione al Campionato Mondiale del 2007 la squadra dell’allenatore Heiner Brandt aveva lavorato intensamente col Reiss Profile: a partire dall’assegnazione delle camere fino all’adozione di precise scelte di team coaching. In tal caso gli elementi su cui lavorare erano rappresentati dai profili della personalità dei singoli giocatori, dal profilo del team nonchè da quello dell’allenatore. Nel corso del torneo prima e dopo ogni partita sono state condotte analisi secondo i criteri Reiss Profile. Sulla base del Profile sono stati scelti, tra l’altro, i giocatori in situazioni limite, ad esempio per un „tiro-da-sette-metri“. Sono state poi tenute delle sessioni di resource coaching con singoli giocatori, sulla base dei rispettivi Reiss Profile.

Il valore del lavoro svolto col Reiss Profile è attestato non soltanto dal successo ottenuto dai giocatori di pallamano e dai biatleti, ma anche dal fatto che le informazioni per attingere ad una durevole capacità di performance in condizioni di pressione straordinarie – nell’ambito dei Campionati Mondiali erano previste 10 partite in 16 giorni – rimangono per la squadra un patrimonio acquisito. Tutto ciò ha fatto sì che il metodo sia stato inserito nel programma di formazione dell’Accademia tedesca di allenatori di Colonia ed adottato per gli allenamenti della squadra olimpica tedesca di sollevamento pesi. Un elemento importante per spremere anche „l’ultima goccia“, magari quella decisiva.

Il Suo interlocutore

Lisa Hillebrand
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